martedì 12 marzo 2013

..per ogni su, c'è sempre un giù..

Ecco..come volevasi dimostrare, i miei timori di quando dico le cose ad alta voce, poi va tutto allo sfacelo....si sono, nuovamente e per l'ennesima volta, rivelate vere!!!!

Questo è il mio anno, privatamente sembra essere ancora così ma....familiarmente no!!!
Domenica ho passato il pomeriggio in ospedale...giornata di decisioni serie e importanti...

Partiamo dall'inizio: Aneurisma cerebrale.
Sinceramente dice già abbastanza, credo, però si può dare una definizione (da Wikipedia):
Un aneurisma cerebrale è una malformazione vascolare a carico delle arterie cerebrali, di aspetto sacculare o fusiforme. L'esatta incidenza di tale patologie è sconosciuto; da studi autoptici, l'incidenza è stimata intorno al 5%. Oggi è comunemente accettato che gli aneurismi sono lesioni acquisite, legate ad un processo degenerativo che coinvolge il tessuto connettivo della parete del vaso, in cui l'aterosclerosi probabilmente gioca un ruolo importante insieme ad altri fattori (fumo, ipertensione, diabete). Vi sono altre condizioni patologiche meno comuni in cui gli aneurismi cerebrali possono verificarsi; tra loro ci sono alcune malattie sistemiche del tessuto connettivo, come la displasia fibromuscolare, la sindrome di Ehlers-Danlos, la sindrome di Marfan, la neurofibromatosi, il rene policistico e la coartazione aortica. La sede di un aneurisma cerebrale è più comunemente in corrispondenza della biforcazione o di varianti anatomiche anomale nel decorso di vasi arteriosi cerebrali. Le sedi più frequenti di sviluppo di un aneurisma sono a livello della carotide intracranica, dell’arteria cerebrale media, dell’arteria comunicante anteriore e della arteria comunicante posteriore. Inizialmente l’aneurisma è accolto nello spazio subaracnoideo, ma man mano che le sue dimensioni aumentano, esso prende contatto con le formazioni cerebrali limitrofe (tessuto cerebrale, nervi cranici etc).
 Qui, nel mio caso, si parla di Aneurisma cerebrale della carotide intracranica.
Tutte le età possono essere colpite con una prevalenza del periodo tra i trenta e i sessant'anni di vita.
 
Qui, nel mio caso, si parla di 45 anni.
Gli aneurismi intracranici sono più frequenti nei pazienti in età adulta, con una predominanza tra le donne.

Appunto. 

Che dire, mi arriva una telefonata di mia mamma alle 13 che mia zia è stata ricoverata in ospedale per sospetto aneurisma. Silenzio. L'avrebbero trasferita a breve a Novara (dove c'è il centro specializzato per neurochirurgia) perchè è grave. Silenzio.
Si fa la macchinata e si va a Novara, dove ci viene detto che hanno aspettato troppo all'altro ospedale, hanno dovuto aspettare un elicottero che non arrivava (sulle piste da sci per qualche incidente), che la situazione è molto grave, che una persona con un aneurisma simile di solito muore dopo poco e che è stata "relativamente" fortunata, perchè il secondo aneurisma ha bloccato il primo evitando la tragedia.
Silenzio.
Il primario ci fa entrare in una stanza (presumibilmente studio medico), dove ci spiega che è grave e va subito fatto qualcosa, le opzioni sono due:

1 - una meno invasiva l'approccio endovascolare (coiling), dove tramite l'arteria femorale fanno salire un cateterino che va a riempire l'aneurisma e che aiutera l'auto-trombizzazione ed eviterà quindi che l'aneurisma scoppi di nuovo.
2 - approccio chirugico extravascolare (clipping), più invasivo, ma indicato per le persone giovani, perchè evita la formazione di altri aneurismi in futuro.

La scelta sta a noi, nonostante lei sia sveglia e abbastanza lucida, siamo noi che dobbiamo scegliere, che poi lei possa rifiutarsi o scegliere l'opzione opposta alla nostra, è ok, però intanto noi dobbiamo dire la nostra. Silenzio. La scelta ricade sulla seconda, quella più invasiva ma comunque più risolutiva. Silenzio. Anche lei sceglie quella. Silenzio.

5 o 6 ore di operazione. Tutti a casa tranne i miei e mia zia (sorella). A casa ad espettare notizie, esito positivo o negativo?Cosa succederà?Come andrà?
 
L'operazione sembra riuscita.
 
Coma farmacologico, ora stiamo in attesa. Silenzio.


 

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