Questo blog l'ho attivato per il semplice fatto di scrivere dei libri che leggo (o film che vedo o qualsiasi cosa che io voglia commentare), per poter condividere le mie opinioni.
Vorrei cominciare con "Kafka sulla Spiaggia" scritto da Haruki Murakami.
Titolo: Kafka sulla Spiaggia (海辺のカフカ)
Autore: Murakami Haruki
Editore: Einaudi (collana Supercoralli)
Costo: € 20.00
Anno: 2002 (2008 in Italia)
Traduzione: Giorgio Amitrano
Prima di tutto devo ammettere che Murakami non sono riuscita a leggerlo fino a quest'anno!!
Il primo libro che ho comprato suo è stato "Tokyo Blues Norwegian Woods" nel 2004, ho tentato più volte di leggerlo ma, non sono mai andata oltre la prima pagina. Essendo Murakami particolare come stile e argomenti, forse non ero pronta. Ora invece, non mi da nessun problema, anzi.
Ero in libreria per cercare una guida del Giappone (se tutto va bene ad aprile 2013 vado via due settimane) e mi sono ritrovata davanti questo libro.
Non per tutti, ma per molti, la copertina copre una buona percentuale nella decisione di scelta di un libro, e in questo caso è stata determinante. Non so nello specifico cosa mi sia piaciuto della copertina, forse il bambino (molto bello) e serio, oppure l'effetto "seppia", non so....di sicuro il titolo gioca anch'esso un ruolo importante. Tutti sanno chi è Kafka, ma che ci fa su una spiaggia???O forse non è lo stesso Kafka che tutti ci aspettiamo.....ed essendo scritto da Murakami, ci sono buone probabilità che sia così.
Non ho nemmeno letto la trama, l'ho preso e me lo sono portato a casa.
Di base, questo libro ha un avventimento del passato che si riflette sul presente.
Kafka è un quindicenne che scappa di casa, per allontanarsi dal padre (famoso scultore e poco padre) e dalla sua profezia (complesso di Edipo, riveduto e allargato, non solo verso la madre, ma anche la sorella è coinvolta), giovane ma molto maturo, sia intellettualmente che fisicamente.
Poi c'è Nakata, un vecchio signore ingenuo e candido come una bambino che ha il dono di parlare con i gatti. Anche lui scappa, ma da una situazione ben più complicata e drammatica di Kafka.
Kafka verrà sostenuto e aiutato da Oshima, androgino custode della biblioteca di Takamatsu, dove il ragazzo si dirigerà e rimarrà per tutto il tempo. E avrà un rapporto particolare con la signora Saeki, direttrice della biblioteca.
Nakata verrà invece aiutato da Hoshino, giovane camionista che lo accompagnerà nel suo viaggio verso Takamatsu.
Quando si prende in mano questo libro, non ci si può aspettare di leggere una storia normale o classica, ci si deve aspettare la magia. Ma non la magia di incantesimi e simili, ma qualcosa di mistico, qualcosa di radicato nella cultura e nella storia giapponese, la presenza di entità differenti dal nostro Dio. Dei, spiriti.
Murakami, come suoi molti colleghi scrittori e registi giapponesi, sono di difficile approccio e comprensione. Ci vuole sempre un attimo prima di comprendere, bisogna pensare e ragionare, non semplicemente leggere/guardare come invece si fa per la maggior parte dei prodotti occidentali (le eccezioni poi ci sono in tutti e due gli ambienti).
Devo dire che mi ha appassionato molto di più la storia di Nakata che quella di Kafka.
Un bambino andava alle elementari e durante una gita nei boschi (durante la 2GM) cade svenuto insieme a tutti gli altri suoi compagni di classe..ma se gli altri si risvegliano dopo poche ore, lui rimane addormentato per molto più tempo e al suo risveglio, non si ricorda più nulla. Tutto ciò che era stato e fatto, ciò che aveva studiato, imparato e appreso..svanito!
Una profezia: andrai a letto con tua madre e anche con tua sorella.
Un quadro: Kafka sulla spiaggia.
Un altro mondo, un mondo parallelo, un accesso a questo mondo tramite una pietra.
Condizioni metereologiche particolari: pioggia di sardine e sanguisughe.
Due militari scomparsi 50 anni prima in un bosco.
Lo spirito di una raggazza ora donna.
Un vuoto di memoria.

